Castel San Giovanni

ALTITUDINE: 74 m.s.l.m.

FRAZIONI: Bosco Tosca, Creta, Fontana Pradosa, Ganaghello, Pievetta, Campo d’Oro


Situata sulla riva destra del Po, tra le ultime pendici della fascia collinare e la Pianura Padana, Castel San Giovanni è la “porta della Val Tidone” e il comune di ingresso in Emilia Romagna dalla Lombardia.

La storia

Nota nel Medioevo come Castrum Sancti Johannis de Olubra, Castel San Giovanni fu sotto il feudo monastico dei monaci di San Colombano di Bobbio.
Nel 1252 la città venne distrutta dai pavese e poi ricostruita da Alberto Scotti (o Scotto), signore di Piacenza, alla fine dello stesso secolo.
Tra il XIV e il XVI secolo passò, come feudo, dai Fontana agli Arcelli, ai Pallavicini e infine ai Dal Verme.
Sempre contesa in quanto punto strategico per l’accesso a tutta la Val Tidone, dal Ducato di Milano – i Dal Verme erano feudatari dei Visconti – passerà infine al Ducato di Parma e Piacenza.

Scopri il territorio

VILLA BRAGHIERI
Villa Braghieri fu costruita alla fine del XVII secolo per volontà del Conte Daniele Chiapponi come sua dimora di villeggiatura fuori città.
Ultimata alla fine del Settecento passò alla famiglia Albesani, divenendo un importante punto di riferimento per il dibattito civile e culturale della comunità, luogo di incontro di illustri personaggi locali.
Nel XX secolo, divenuto proprietario l’Avvocato Braghieri, venne da questi lasciata come eredità testamentaria al Comune di Castel San Giovanni.
La villa, immersa nel verde di un bel parco, è composta di 23 stanze alcune delle quali ancora arredate.
I recenti interventi di restauro ne hanno valorizzato la ricchezza architettonica, i pregevoli stucchi (sala della musica, salotto rosso e sala della caccia) e le decorazioni a tempera presenti nella sala del biliardo, nel salotto della musica, in biblioteca, nella camera dell’angelo, nel salone d’onore, nella camera dei forestieri e nel graziosissimo bagno rosa.
La parte rustica dell’edificio è adibita ad archivio storico e a biblioteca comunale, mentre le cantine ospitano il museo etnologico che raccoglie sia reperti archeologici e fossili, sia preziose testimonianze della passata civiltà contadina.
Interessante è anche la serie completa delle antiche misure piacentine per i solidi.
Sono inoltre esposte fotografie degli anni ’30 e ’40.